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Meglio avere 1 milione di fan o 1000 clienti?

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In questa calda giornata di fine luglio ci siamo imbattuti in un eloquente articolo del bravissimo e puntuale Davide Licordari il quale, a sua insaputa 🙂 risponde ad una delle domande più frequenti che riceviamo dai nostri clienti più graditi, ovvero quelli che ci pongono mille domande…

Ho già una pagina Facebook, perché dovrei utilizzare altre soluzioni?

Lasciamo al buon Davide la risposta e vi auguriamo buona lettura!

 

Sulla sponda del fiume social mi sono seduto e ho pensato che…

  1. I social media non sono canali di vendita, sono un canale di comunicazione aziendale. Possono aiutare a vendere, possono influenzare le decisioni di acquisto, ma non possono essere utilizzati esclusivamente in questa ottica. Chi si aspetta di aumentare il fatturato (direttamente) con la sola presenza su Facebook o con una manciata di tweet, sbaglia in partenza. Bisogna considerarli come canali di comunicazione (ormai quasi tradizionali?) che sul lungo periodo possono portare a notevoli risultati in termini di fidelizzazione degli utenti, di brand awareness e di customer service. A proposito di “social commerce”
  2. I social media non sono un canale di comunicazione gratuito. E’ gratuito solo scriverci sopra. Hanno però raggiuto la maturità, si sono quotati in Borsa e non regalano nulla. Come qualunque altro canale web (Google vi pare gratis?). Prevedere un budget media da utilizzare strategicamente per dare visibilità ai contenuti pubblicati (vedi punto 7) è assolutamente necessario. E utilizzare quel budget al meglio lo è altrettanto: non vi serve avere 1 milione di fan che non vi calcolano, vi servono 1000 clienti che sono pronti a parlare di voi al proprio network di amicizie.
  3. I social media non sostituiscono i siti web aziendali, nè i blog, nè i call center. Ricordiamo che tutto ciò che viene scritto sui social non è di nostra proprietà: impensabile far diventare i social uno strumento di comunicazione principale, non ne siamo i proprietari. Così come mi sembra folle il blogger che dice “scrivo direttamente sulla mia pagina Facebook/sul mio account GPlus, il blog non mi serve a nulla”. I social media sono un ottimo strumento di amplificazione, di confronto, di conversazione, di aggregazione tra persone che sono in contatto con il brand. Questo è il vantaggio reale, ovvero la possibilità di entrare in contatto quotidianamente, secondo logiche di comunicazione particolari, con coloro che sono nostri clienti/lettori. I social si affiancano, non sostituiscono ma completano.
  4. I social media sono parte di una strategia di comunicazione aziendale a 360 gradi. Leggete l’ultima frase del punto 3 e capirete. I social non devono vivere di vita propria rispetto alla comunicazione aziendale: sono una parte del tutto. L’obiettivo deve essere quello di costruire un circolo virtuoso che coinvolga i social (con le peculiarità di stile che li rappresentano) concorrano alla comunicazione del messaggio aziendale, in collaborazione con i media tradizionali, con il website di riferimento, con la comunicaziona offline. Che poi i social possano ospitare l’ultima tappa del percorso di comunicazione proposto all’utente è cosa buona e giusta, ma non possono (quasi) in nessun caso essere considerati una “nazione a parte” rispetto alle azioni del brand.
  5. I social media sono quel luogo dove gli utenti trascorrono il proprio tempo quando vogliono distrarsi, rilassarsi, divertirsi. Impossibile non tenerne conto. Le persone sono (nel 90% dei casi almeno) sui social network per cazzeggiare, non per cercare prodotti, recensire aziende o per comprare qualcosa. Questo non vuol dire che le aziende non possano ritagliarsi uno spazio, anzi. Devono però capire che si trovano a comunicare in un contesto particolare, un contesto in cui il leggero, il frivolo, l’intrattenimento la fanno da padrone. L’importante è ricordarselo, e imparare a far leva su queste emozioni per perseguire obiettivi più prettamente commerciali (business is business).
  6. I social media non sono nati per le aziende, sono nati per gli utenti. Le aziende devono adattarsi. Idem con patate. Le aziende devono avere l’umiltà di considerarsi delle intruse all’interno di uno spazio dedicato agli utenti, uno spazio che gli utenti spesso percepiscono come “libero da pubblicità” e molto personale. Diventa necessario “abbassarsi” al livello degli utenti, umanizzarsi, trovare una chiave comunicativa capace di superare la naturale e giustifiata diffidenza dei consumatori. Al tempo stesso sappiamo tutti per esperienza che quando un’azienda riesce a trovare questo “grimaldello” e riesce a fare brezza nei cuori degli utenti, vive poi di rendita anche grazie all’autorevolezza che mette in campo.
  7. I social media richiedono qualità. Sui social vengono condivisi ogni secondo una quantità spaventosa di contenuti. Spesso di livello infimo. Ecco perchè diventa fondamentale (ma che dico fondamentale, fondament!) puntare dritti sulla qualità, sul valore aggiunto che la proposizione di contenuti interessanti, creativi e empatici. Per fare questo vi servono persone che i social li conoscono bene, persone che già nel loro piccolo sono capaci di farsi notare. Diffidare dal socialcoso che non riesce a “creare engagement” nemmeno sui suoi profili social personali. Applicare quanto detto al punto 2 per ottenere una corretta strategia social.
  8. I social media sono tanti, ma non nessuna azienda ha l’obbligo di utilizzarli tutti indiscriminatamente. Ci sono aziende che sono per natura social-friendly e altre che invece, per caratteristiche, trattano prodotti o servizi molto complicati da comunicare su questi canali. No problem, l’importante è esserne consapevoli. E’ importante scegliere i canali sociali più adatti per comunicare i propri prodotti, valori e benefit. Fare la gara a chi ha più profili e a chi ha più followers serve quanto un frigo in Siberia: bisogna cercare canali e pubblici giusti, adatti, in target. Insomma, se l’ultima foto dei vostri prodotti risale all’autunno del ’99, pensateci due volte prima di aprirvi a Instagram.
  9. I social media non si comprendono dall’alto di una torre d’avorio. Senza sporcarsi le mani è assolutamente inutile utilizzarli. Sono convinto che non esista una ricetta esatta per mettere a punto una perfetta strategia di comunicazione social; soprattutto se la si pensa a tavolino senza avere una concreta esperienza sul campo. I social sono fatti dalle persone, e per capire le persone è necessario frequentarle, non osservarle dall’ultimo piano di un grattacielo asettico. Aziende, prima di pensare al concorso dell’anno su Pinterest, chiedete al vostro comunity manager.
  10. I social media non sono un qualcosa che sta solamente online. Anzi. I social completano l’esperienza “reale” degli utenti, sono un mezzo utilizzato dagli utenti per raggiungere altri utenti nel momento in cui hanno qualcosa da comunicare. Le aziende (anche e soprattuto offline, nel quotidiano) devono dare agli utenti “contenuti così belli/utili/interessanti/divertenti da spingerli alla condivisione sui social media“. Vi pare facile, vero?

  (di Davide Licordari)

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Vuoi sapere in tempo reale cosa avviene su Internet?

Si sa oramai da un pezzo che il web è l’unico mercato che permette ancora, anche se con poche risorse economiche disponibili (ma con le idee giuste 😉 ), di essere visibili e di promuove la propria Attività in un mercato sempre più saturo.

Di quantificare le enormi proporzioni (e quindi potenzialità) che il fenomeno Internet rappresenta non era riuscito ancora a nessuno, per lo meno attraverso una rappresentazione assolutamente “real time”.

Di seguito è possibile farsi un’idea più precisa su quanto traffico viene generato on-line: in 60 secondi, secondo il tool di conteggio messo online dal sito Pennystock.com, vengono trasferiti più di un 1,350 milioni di Gigabyte di dati!


Click the animation to open the full version (via Penny Stocks Lab).

 

Qui in basso, invece, è possibile quantificare, sempre “in diretta”, l’enorme guadagno dei big della Rete:


Click above to view the full version [h/t Penny Stocks Lab].

E tu, cosa aspetti ad iniziare a cavalcare l’onda di un successo che solo il Digital Mobile Marketing può offrire oggi?

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Se potessi guadagnare 86.400 euro al giorno

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Immagina che esista una banca che ogni mattina accredita la somma di 86.400 euro sul tuo conto e non conserva il tuo saldo giornaliero.
Ogni notte cancella qualsiasi quantità del tuo saldo che non sia stata usata durante il giorno.

Che faresti? Ritireresti e spenderesti tutto fino all’ultimo centesimo ogni giorno, ovviamente!

Ebbene, ognuno di noi possiede un conto in questa banca… il suo nome? Tempo.
Ogni mattina essa ti accredita 86.400 secondi; ogni notte questa banca cancella e da, come perduta, qualsiasi quantità di questo credito che tu non abbia investito in un buon proposito.

Questa banca non conserva saldi né permette trasferimenti.
Ogni giorno ti apre un nuovo conto.
Ogni notte elimina il saldo del giorno.
Se non utilizzi il deposito giornaliero, la perdita è tua. Non si può fare marcia indietro, non esistono accrediti sul deposito di domani.
Devi vivere nel presente con il deposito di oggi.

Investi in questo modo per ottenere il meglio nella salute, felicità e successo: l’orologio continua il suo cammino! Ottieni il massimo da ogni giorno.

Per capire il valore di un anno, chiedi ad uno studente che è stato bocciato.
Per capire il valore di un mese, chiedi ad una madre che ha partorito prematuramente.
Per capire il valore di una settimana, chiedi ad una ragazza che ha un ritardo.
Per capire il valore di un’ora, chiedi a due innamorati che aspettano di incontrarsi.
Per capire il valore di un minuto, chiedi a qualcuno che ha appena perso il treno.
Per capire il valore di un secondo, chiedi a qualcuno che ha appena evitato un incidente.
Per capire il valore di un milionesimo di secondo, chiedi ad un atleta che ha vinto la medaglia di argento alle Olimpiadi.

Dai valore ad ogni momento che vivi e dagli ancor più valore se lo potrai condividere con una persona speciale, quel tanto da poterle dedicare il tuo tempo e ricorda che il tempo non aspetta nessuno.

Ieri? Storia.
Domani? Mistero.
È per questo che esiste il presente…

Dona questo pensiero alle persone a te care, così come noi abbiamo fatto con voi.

Se anche tu pensi che il tempo sia troppo prezioso per essere sprecato, scopri come può diventare più semplice migliorare la produttività della tua Azienda grazie alle nostre soluzioni.